Auguri Juan! Una cena giapponese

8 novembre, 2009 § 4 commenti

Per festeggiare i suoi quarantun anni – o, come sempre dice suo padre, l’inizio del suo quarantaduesimo anno – Juan ha organizzato una cena tra amici. Un miscuglio di compagni dell’Università e sconosciuti fino a un mese fa, dai ventotto ai quarantotto anni, di tre continenti diversi. Alcuni conosciuti dal vero, altri per strada, altri su twitter e altri con couchsurfing.

Cena di compleannoLa cosa più bella è che io non ho praticamente cucinato (a parte la torta di compleanno che, dopo aver cambiato idea venti volte, è stata la solita cara sfoglia). Non che mi dispiaccia farlo, anzi. Ma se un giapponese si offre di cucinare per e insieme a te che fai, gli dici di no?

Così, Hiro e Juan sono arrivati con le borse della spesa gonfie verso le sette e mezza, e si sono messi a preparare tutto, bevendo e chiacchierando. Io ho fatto qualche foto, ho curiosato un po’ e ho fatto domande intelligenti tipo -Ma usate le forchette? E che tipo di piatti avete? Tu a casa ce l’hai la vaporiera per il riso?.

Il menu prevedeva kare (curry giapponese) – che a noi sembra poco tipico ma è un piatto molto diffuso nelle case giapponesi, un vero comfort food, il piatto che mangi da bambino – e una zuppa, che Hiro chiama Udohu ma che non riesco a rintracciare da nessuna parte con questo nome (chiederò chiarimenti).

Juan e Hiro

Il kare era una specie di stufato di verdura e carne (pollo a pezzi), cui alla fine viene aggiunto un preparato per curry, una specie di dado. Questo dado mi lasciava un po’ perplessa, ma sia Hiro che l’intero internet mi confermano che normalmente si fa così. Si serve su un piatto accanto al riso, che forse è stato il piatto più difficile di tutti: Hiro non è abituato a farne tanto (eravamo dieci), in una pentola diversa, su un fornello diverso, per cui fino all’ultimo momento siamo stati a  fissare la pentola sperando che andasse tutto bene.

Il riso, a grano corto e rotondo (lui qui a Siviglia compra un normalissimo Sos, tipo un riso per risotti), dopo essere sciacquato tre/quattro volte, si mette in una pentola coperto da una falange di acqua. Si porta a bollore, si lascia sobbollire piano piano, e quando l’acqua è evaporata si spegne, si tappa e si aspetta. Il tempo? Mah, dice Hiro, finché il coperchio diventa caldo: allora vuol dire che è evaporato tutto. Io questo metodo ancora devo provarlo – l’altra sera però è venuto bene.

Juan e Hiro cucinandoLa zuppa-dal-nome-che-ancora-mi-sfugge era molto buona. Una zuppa chiara, con porri, funghi shitake (shi’ take) e tofu; ho il dubbio che avesse del dashi (brodo) di alghe, ma mi sembra di no. A tavola ci si aggiungeva zenzero fresco grattugiato, cipollotto crudo tritato fino, salsa di soia e aceto (il più leggero possibile. A proposito di aceto, ho qualcosa da dire al riguardo, sarà in un altro post). Buona anzi buonissima, da rifare tante volte nelle sere di inverno quando fa freddo, un altro probabile comfort food per noi. La ricetta la recupererò appena possibile, naturalmente.

Alla fine siamo rimasti in quattro – io, Juan, Hiro e Misha – a vaneggiare dei massimi sistemi, stappando la vodka aromatizzata al karkadé, limone e pepe che aveva portato Misha in regalo, inaugurando la bottiglia di Glenrothie che avevo regalato a Juan (gli è arrivato anche un coltello Santoku da 18 cm, mica solo il whisky!).

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§ 4 risposte a Auguri Juan! Una cena giapponese

  • comidademama scrive:

    Wow.
    Wow.
    Wow!
    Da dove inizio?
    Grazie anna per avere scritto.

    Auguri a Juan, per il compleanno.
    Vedere casa vostra aperta alle persone mi fa venire una nostalgia dei giorni passati con voi e vorrei vedervi adesso, immediatamente.
    Bellissimo post, che mi rileggerò e rileggerò perchè è pieno di spunti molto interessanti.

    Grandissimi tutti. Abbracci.

  • comidademama scrive:

    E mi viene nostalgia di cucinare con Juan, bimbi che giocano, anna che prepara i calici e ha la macchina fotografica e che parla con marco.

  • annalibera scrive:

    cara elena, Juan è molto bravo a fare il sous chef, anche se non con me (o forse sono io che non sono brava ad averlo come sous chef).

    Hiro è un tesoro da custodire con attenzione, un incanto di uomo (e hai visto che ha i ricci?).
    Il kare mi deve convincere (convincimi!), la zuppa invece era veramente buona, semplice ma saporita come molti piatti giapponesi.
    Mi rendo sempre più conto di quanto poco conosca quella cucina, nonostante sia una di quelle che più mi interessano.
    Ho sbandierato il suribachi che mi hai regalato a giugno con molto orgoglio!

    Le foto, che sembravano pessime al momento, si sono invece rivelate più interessanti in fase di post-produzione.

    Mi piace molto invitare la gente a casa, fare tante cene (più se ne fanno più vengono bene), mescolare e rimescolare persone e pietanze. Ha anche un costo, non posso nasconderlo – sì, sto parlando di vil denaro. Ma cerco di farlo sempre e quando posso.

  • comidademama scrive:

    Evvai che hai fatto bella figura con suribachi.

    Non è che è Oden? Se vai a pag 135 del libro che ho regalato a Juan e leggi la ricetta magari ti ritrovi.

    Ho passato la notte insonne a fare conti per chiudere la rendicontazione. Sono a pezzi, ma ho finito.
    Se non fossero saltate tutte le lampadine della cucina mi farei un caffè. Tanto ormai sono le 6

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